"Vivi che la vita è una aggrappati al cuore non fermarti mai non hanno prezzo i sogni che hai, non darli via". Pooh
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venerdì 1 luglio 2016

Frastuono e musica

Nonostante le promettenti premesse durante il corteggiamento, nessun nido di rondine è stato portato a termine sotto la grondaia. Ora che il Sole comincia a calare verso l'orizzonte, alcune decine volano radenti sul binario della ferrovia, mentre altre si librano sul campo di grano ormai mietuto.
Le pance bianche fanno da contrasto con il traffico di tetti d'auto e parallelepipedi dei TIR che passano nell'autostrada, ma il loro rombo non riesce a sovrastare le cinciallegre, i merli, gli usignoli ed i grilli.
Essere sorda al frastuono ed ascoltare unicamente la musica è quanto forse più mi ha aiutata fino ad ora.

venerdì 24 giugno 2016

Nuove famiglie

A delimitare il campo dei miei genitori c'è un canale che dà il nome alla strada che da Barbiano porta a Solarolo: Rio.
Negli anni della mia infanzia e della mia adolescenza mi ha visto trascinare lunghi tubi di alluminio durante le faticose operazioni di irrigazione dei filari di peschi, correndo con la vanga per arginare le esondazioni dai piccoli canali scavati a ridosso delle piante. Faticoso ma vissuto come un gioco, nonostante tutto.
L'acqua non era certo delle più salubri, perché nel canale vi andavano a finire anche liquami urbani, ma negli ultimi anni qualcosa è stato fatto in tal senso ed ora in quel letto scorre solo acqua piovana. Prova ne è il fatto che questa primavera vi ha nidificato una coppia di germani reali e, mentre gli anatroccoli nuotavano poco lontano, uno degli adulti si è approssimato al ponticello per le sue abluzioni.
Fossero arrivati 25 anni fa, il mio pescare girini si sarebbe arricchito dell'osservazione delle loro abitudini. Ma è comunque bello saperli là. :-)

Il canto del grano

La mietitura del grano è prossima, mi sono concessa di ascoltarne il canto: la brezza leggera scuote gli steli ormai secchi e le spighe, strofinando l'una contro l'altra, generano un suono simile a quello della sabbia che scorre.

mercoledì 25 maggio 2016

W I POOH

Nel corso degli anni della mia infanzia, fino ai 16, le domeniche sono state scandite dalle visite al nonno. Il nonno Marcello con i suoi racconti sulla guerra, le battute taglienti, il disincanto nei confronti del prossimo, la tenerezza per questa bimbetta bionda.
Ogni domenica mattina si andava a Lugo e lungo il tragitto la facciata di un palazzetto dello sport mi offriva la scritta realizzata con spray bianco W I POOH. Una scritta che faceva parte del paesaggio, ogni volta letta per abitudine.
Da una decina d'anni il muro è stato ripulito, ma non c'è voluto molto perché comparisse un nuovo graffito.
Quella scritta realizzata da un anonimo fan per anni mi ha indicato inconsapevolmente cosa avrebbe svolto un ruolo importante nella mia vita. Chissà quanti segni premonitori ma ignorati del nostro futuro ci scorrono davanti o incrociano il nostro cammino.

venerdì 20 maggio 2016

Confini

Oltre la cortina dei rami di fico il campo di grano. Al suo limitare il ponte dell'autostrada.
Poi altri campi, Solarolo, ancora distese coltivate, le colline di Riolo e Brisighella con gli appezzamenti di terreno che cambiano colore con il procedere delle stagioni.
Per molto tempo quello è stato il mio orizzonte ultimo, quando Bologna sembrava lontanissima ed inaffrontabile, Milano situata su chissà quale pianeta.
Ma per fortuna nella vita nulla è immutabile, per fortuna se si è capaci di piegare tale mutamento a proprio vantaggio, od anche solo di trarne insegnamento.

"Oltre il giardino, oltre mare
sarebbe lontana la realtà
come piccole nuvole 
come vecchi giocattoli..."
Valerio Negrini

giovedì 19 maggio 2016

Work in progress

La maglietta di Hiro Hamada con il robottone per la gara di #cosplay alla #STARCON è pronta.
Ora il marmocchietto deve solo mantenere il coraggio di salire sul palco.

mercoledì 18 maggio 2016

Lavabile e riutilizzabile

Il primo impatto concreto con il mondo dei lavabili e riutilizzabili fu alla nascita del marmocchietto, quando investendo 250 Euro acquistai un kit completo di pannolini di cotone (sfruttato in seguito da altri due bimbi). Nonostante la perplessità di certi e la schizzinosità di altri, fu un'esperienza che mi trovò entusiasta: l'ormone della mamma a pieno regime non mi fece provare alcun fastidio nel gestire la produzione quotidiana del pargolo e la lavatrice fece il resto.
Il passo successivo fu l'acquisto di assorbenti per il ciclo, anch'essi lavabili. Sì, li sciacquo a mano e no, non mi fanno impressione: si tratta di qualcosa appartenente al mio corpo, del resto. Li uso solo quando sono a casa, in effetti sono poco pratici da riporre quando sono fuori.
Da oggi proverò i salva slip, anch'essi riutilizzabili. Non tanto per una questione di "braccino corto" nei confronti di quelli usa e getta (le mestruazioni e le fasi intermedie del ciclo a noi donne costano qualche soldino) ma perché, per quanto i produttori si prodighino nel dichiarare che la pelle viene rispettata e non ti accorgi di averlo, lo percepirai comunque sempre. E non c'è nulla come il tessuto per sopportare tale obbligatorio disagio

domenica 15 maggio 2016

Odori al tramonto

Dopo la #tempesta di oggi l'aria è tersa  come fosse stata lavata e sbattuta da gigantesche mani. Nella luce del tramonto la brezza sospinge la marea di pollini ed il loro odore dolce si sposa con i toni dorati del tramonto.
Le giornate dovrebbero terminare più spesso così.


Passaggi a livello e attese

Barbiano, il mio paese d'origine, è piccolo. Non è nemmeno un comune, fa capo a Cotignola, ma vanta tra i suoi figli il condottiero Alberico, nato nel 1344, a lui furono dedicati un palio ed un incrociatore leggero della Marina Militare.
Oltre ad una clinica privata (la fortuna che vedi nella sfortuna di dover cambiare un'aorta del cuore di tuo padre) conta anche una piccola stazione. Sulla sua banchina ho trascorso le attese da pendolare della scuola superiore ed era dotata di tutto: pioggia e vento nei mesi invernali, Sole e cinguettii in primavera, un bel ragazzo alto e biondo a cui non riuscire  mai a rivolgere la parola.
Negli ultimi anni le attese al suo passaggio a livello sono divenute insopportabilmente lunghe, dovendo attendere che il treno parta dalle stazioni di Solarolo e di Lugo, alternativamente.
Ieri nel curiosare tra le diciture dei tag della zona, ho scoperto che non sono l'unica a mal sopportare tale situazione...



martedì 10 maggio 2016

Appunti da un giorno di primavera

Andare a prendere il #marmocchietto in anticipo da scuola e sentirlo urlare lungo il corridoio "SONO LIBEROOO!" proprio mentre passa il preside.
Fatto.


Mamma sulla spiaggia...

Sono tornate! Le #rondini sono tornate a casa!
Era da circa cinque anni che nessuna rondine costruiva il nido sotto la mia grondaia, una grande tristezza considerato che nella mia infanzia ho contato fino a dieci installazioni.
Oggi invece la sorpresa di vedere ben tre coppie al lavoro, con un va e vieni frenetico puntellato da fitti dialoghi che da troppo non ascoltavo.



Due nidi di rondine in costruzione

... ma le sorprese in giardino non sono finite!
Nel cono stradale abbandonato tra viole, iris e bocche di leone ha fatto il nido una #cinciallegra! Dentro quattro pulcini non si stancano mai di cantare, rendendo quel pezzo di plastica un cono sonoro davvero unico.
Sì la città è comoda, ma qua devo tornarci a vivere...


Nido di cooinciallegra

giovedì 4 giugno 2015

I tigli ricominciano a cantare

Quando arriva giugno gli alberi di tiglio ricominciano a cantare. La loro è una canzone fatta di polline sottile, di api che ronzano sommesse, di foglie che piano si strusciano l'una sull'altra mentre il Sole occhieggia tra i rami. Per cogliere tutto questo occorre porsi sotto l'albero, esserne avvolti come un ombrello che in parte ti isola da ciò che costantemente cerca di caderti addosso. Il profumo no. Il profumo del tiglio ti viene incontro, ti sorprende all'improvviso dalla bocchetta d'aerazione dell'auto mentre stai guidando, o la mattina quando apri la finestra. E' dolce, di una dolcezza che dà conforto, quasi. Per me il profumo del tiglio significa soprattutto ricordo. Ricordo di quando, da bambina, con nonno Marcello si andava al parco Bucci di Faenza a dare il pane secco alle papere ed ai cigni. Per lasciare un po' di pelle dei polpastrelli sul metallo nero rovente della locomotiva, parcheggiata all'interno e liberamente scalabile. La piadina o la pizza fritta dalla baracchina, i lupini, i bagigi, i pensieri liberi...

martedì 2 giugno 2015

Agglomerati senzienti

I Mentre si lavora e si è concentrati capita che una porzioncina del cervello agisca per conto suo. Oh non molta per carità, probabilmente un piccolo agglomerato di neuroni e sinapsi, ma quanto basta per formulare pensieri di senso compiuto.
Oggi quell'agglomerato si è domandato se sono felice. Di primo acchito ho risposto di no: i problemi con il lavoro, il marmocchietto difficile da comprendere nella sua fretta di essere grande, il denaro che non basta mai, più altre cose inanellate una dopo l'altra.
L'agglomerato è poi passato alla seconda domanda: quando comincerai ad essere felice?
"Mai. Sempre." è stata la mia risposta.
Mai, se pretendo che tutto si incastri alla perfezione, se aspetto che ogni singolo ingranaggio giri oliato come pretendo io.
Sempre, se imparo a gioire di quanto mi arriva. A scaglioni, ma arriva.
Forse nessuno avrà mai una vita perfetta; occorre imparare ad essere giocolieri e destreggiarsi tra le belle cose che capitano e le buche disseminate sul cammino.
Filosofia da cioccolatino forse, ma che ci posso fare, sono autodidatta.

giovedì 12 marzo 2015

Buon viaggio Sir Terry Pratchett

Con te ho imparato la lingua inglese. Non perché ne sentissi la reale necessità, ma perché era l'unico modo per poter leggere i tuoi racconti, i tuoi romanzi, percorrere in lungo e in largo quel Discworld distante solo lo spessore di una pagina.
Sai, dopo tanti anni trascorsi a recuperare in giro per i negozi online tutti i tuoi libri, a scadenzare i miei acquisti di fine anno con le immancabili novità letterarie, ora che tu te ne vai mi attendono ancora lunghi e fervidi anni di lettura in compagnia delle tue parole.
E' strano il Caso: quando ebbi modo di vederti per la prima ed unica volta, era il 21 novembre del 2007 e ti trovavi a Bologna per presentare nell'ex Sala Borse "Stelle Cadenti", il tuo romanzo uscito nel 1990 e da noi giunto nella traduzione italiana in ritardo come succede alla luce di certe stelle che ora vediamo brillare nel cielo notturno, ma ormai spente da chissà quanto. Oggi che te ne sei andato sto leggendo "Moving Pictures", proprio quel libro, ma con le tue parole originali, non mediate da traduttori poco attenti.
Voglio immaginare che ad accoglierti sia giunto Death, il tuo personaggio a mio parere meglio riuscito, quello che, nonostante il suo ruolo di Triste Mietitore, si è rivelato essere più umano di tante persone che vedo aggirarsi in questa realtà.
Sai, lassù troverai un altro tizio davvero bravo con le parole, si chiama Valerio. Lui ha scritto per la musica, parla bene inglese: sono certa che vi capirete al volo e troverete molti punti in comune. Come il fatto di averci lasciati tutti più soli e di farmi stare davanti a questa tastiera a piangere e cercare di scriverti.
Ciao Sir Terry Pratchett per avermi insegnato tanto, per avermi fatta ridere tanto, per avermi fatta riflettere tanto.


Sir Terry Pratchett

Announcement: Sir Terry Pratchett

It is with immeasurable sadness that we announce that author Sir Terry Pratchett has died at the age of 66.
Larry Finlay, MD at Transworld Publishers:
"I was deeply saddened to learn that Sir Terry Pratchett has died. The world has lost one of its brightest, sharpest minds.
In over 70 books, Terry enriched the planet like few before him. As all who read him know, Discworld was his vehicle to satirize this world: he did so brilliantly, with great skill, enormous humour and constant invention.
Terry faced his Alzheimer's disease (an 'embuggerance', as he called it) publicly and bravely. Over the last few years, it was his writing that sustained him. His legacy will endure for decades to come.
My sympathies go out to Terry's wife Lyn, their daughter Rhianna, to his close friend Rob Wilkins, and to all closest to him."
Terry passed away in his home, with his cat sleeping on his bed surrounded by his family on 12th March 2015. Diagnosed with PCA [1] in 2007, he battled the progressive disease with his trademark determination and creativity, and continued to write. He completed his last book, a new Discworld novel, in the summer of 2014, before succumbing to the final stages of the disease.
We ask that the family are left undisturbed at this distressing time.
A Just Giving page donating to the Research Institute for the Care of Older People (RICE) has been set up in his memory: www.justgiving.com/Terry-Pratchett

                                                                                               
[1] Posterior cortical atrophy (PCA) is a progressive degenerative condition involving the loss and dysfunction of brain cells, particularly at the back (posterior) of the brain. alzheimers.org.uk 

domenica 3 febbraio 2013

Io chiudo gli occhi, li riapro e...

È trascorso un mese da quel 3 gennaio che mi ha lasciata smarrita ed un poco più sola. Ricordo ancora quella frase letta su Facebook, "Valerio non c'è più", la ricerca affannosa di un articolo presso un qualsiasi organo di informazione, la conferma.
"... ma noi, ora, come facciamo?". Solo questa frase mi risuonava in testa, null'altro di sensato riuscivo ad articolare. Come facciamo senza Valerio, senza le sue poesie?
Un mese è trascorso da quel giorno. Un mese triste, in cui i giorni hanno ripreso a trascorrere ma un pezzetto di cuore è stato irrimediabilmente perso. Inaspettatamente, lo ammetto. Perché se per quasi 25 anni per me Valerio Negrini era l'incredibile poeta che dava parola ai Pooh, il 3 gennaio mi sono ritrovata davanti al fatto che senza rendermene conto mi ero affezionata a quella persona, mai conosciuta ma ascoltata e scoperta nei suoi versi.
Spero che Valerio sapesse da tempo quante persone gli erano... gli sono affezionate. Che sapesse quanti di noi si sono riconosciuti nelle sue poesie in musica, quanti di noi sono rimasti a bocca aperta sorpresi dalle sue parole. Non l'ho conosciuto, ma sono certa che Negrini fosse un uomo speciale. Perché solo un uomo speciale può far nascere un sogno e sostenerlo con tale forza ed energia da spingere gli altri a portarlo avanti per quasi cinquanta anni.
Spero che l'ultimo giorno di Valerio si sia concluso come la canzone che più mi ha toccata nel profondo e che dice: "... io chiudo gli occhi li riapro e..."

Michaela

martedì 29 gennaio 2013

I Pooh progettano un nuovo album ed il festeggiamento del cinquantennale!

L'emittente Radio Punto Zero ha pubblicato oggi una intervista a Red Canzian in cui l'artista rilascia notizie che molti fan speravano di ascoltare.
Qui sotto trovate la trascrizione della parte più interessante dell'intervento, incluso l'estratto audio.
Ascoltate e leggete, noi di iPooh.it siamo entusiasti e commossi!

Minuti 04:50
RED
Il progetto è quello di fare il cinquantennale. Non sappiamo ancora come, non sappiamo ancora cosa faremo, ma ovviamente andrà festeggiato con un disco inedito, con della musica, con delle proposte che facciano capire come siamo arrivati a questi cinquant'anni.
L'unica cosa è quella che adesso partiamo in tournèe felici di ripartire ma ovviamente con un peso nel cuore perché la scomparsa di Valerio non è stata facile da affrontare, non è ancora assorbito il dolore.
[...] Le nostre parole, il nostro modo di comunicare era dato dalla sua penna, dal suo modo di scrivere le parole. Quindi dovremo anche capire questo: come andare al prossimo progetto, come arrivarci. In questo momento non vogliamo pensarci, vogliamo fare l'unica cosa che lui ci avrebbe detto da sempre: andate sul palco e spaccate tutto come sempre. Perché lui è sempre stato un grande promotore della durata dei Pooh nel tempo e ogni volta che c'è stata una crisi lui ha fatto di tutto perché venisse superata e si andasse avanti perché era il suo gioiello. [...] Quindi facciamo la cosa che a lui sicuramente farebbe piacere: salire sul palco e suonare. Poi il seguito... ci penseremo.



(Fonte della notizia www.radiopuntozero.it)

mercoledì 16 gennaio 2013

Piccola riflessione

Negrini era ateo, ma parlava di Dio nelle sue canzoni perché, come lui stesso ebbe modo di dire, molti uomini credono in lui e quindi fa parte delle cose del mondo. E lui era davvero bravo a parlare delle cose del mondo.
Continuare a cantare le sue parole già a febbraio non sarà semplice per i Pooh, ma sarà il modo migliore per portare avanti l'eredità di Valerio, più di qualsiasi statua o piazza titolata. Le sue parole non potranno essere mai fermate o disperse, fino a quando ci sarà qualcuno disposte a cantarle.

martedì 8 gennaio 2013

E adesso come fanno?

"Mamma, dove sei andata tutto ieri?".
"A salutare per l'ultima volta uno dei Pooh".
"Dove è andato?".
"In cielo, per sempre".
"Oh. E adesso come fanno?".

Che sia un bimbo di 5 anni od un adulto, la prima domanda che ci si pone è sempre e solo quella...

CIAO VALERIO - Assago 07.01.2013

Quello di ieri verso Milano è stato per me un viaggio ben mesto. Era il giorno dell'ultimo saluto a Valerio Negrini, l'anima dei Pooh, il poeta che per 47 anni (47 ANNI!) ha dato voce a quattro ragazzi che si sono ritrovati un po' per caso ed un po' per fortuna a condividere palchi e vite.
Ammettiamolo: senza le parole di Valerio quante delle canzoni che molti di noi portano nel cuore avrebbero mantenuto la medesima bellezza?
Già per strada ho avuto la prima avvisaglia del tipo di giornata che stava per cominciare: dal finestrino dell'auto ho visto sfilare un TIR che sulla fiancata recava la scritta "Pensiero".
Poco dopo le 11:00 sono giunta al Teatro della Luna di Assago e la nebbia avvolgeva tutto, come se nessuna distrazione o nessun rumore estraneo dovessero interrompere i pensieri rivolti a Valerio, come se non fosse permesso trovare un minimo di distrazione dal dolore che accomunava i presenti.
C'erano vari registri su cui era possibile lasciare la propria firma ed un pensiero, io ho siglato con "Ci vuole fiato a dirti addio...". Ma fiato e parole non ce n'erano. Non ce ne sono state per tutta la giornata.
L'ingresso del teatro risuonava delle note di "Dove comincia il sole" e così è stato per tutta la giornata: le parole in musica di Valerio hanno fatto da sottofondo e da consolazione a volte, ma in altri momenti hanno acuito il dolore che le persone presenti stavano provando. Tanti estranei, intervenuti per un'unico uomo. Facce sconosciute le une alle altre, accomunate dall'affetto per il poeta dei Pooh.
Attorno a Valerio c'erano pochi fiori, come del resto la famiglia aveva chiesto, preferendo le donazioni all'Anpil. Un foglio attaccato ad un pupazzetto di Winnie Pooh, una sciarpa del tour "Giorni Infiniti", uno striscione realizzato da un gruppo di ragazze. Poco dopo ho avuto l'onore di vedere poggiato contro i fiori anche il plico "I Colori dei Pensieri - I Fans per Valerio - 07 gennaio 2013". Si tratta dei pensieri e dei messaggi di addio raccolti nei giorni scorsi tra i fan, che ho stampato e consegnato alla signora Negrini: gentile e disponibile nononostante il momento di lutto, mi ha sorriso e ringraziata.
Forse complice il fatto che l'ultimo saluto a Valerio era stato organizzato di lunedì, in sala eravamo costantemente una trentina di persone che si ricambiavano in fretta. Saluti e lacrime veloci da chi è riuscito a ritagliare il tempo necessario per arrivare al teatro ed uscirne un quarto d'ora, mezz'ora dopo. Molti li ho sentiti singhiozzare e fissare la bara con espressione stravolta. Perché se per tanti Valerio non era noto e veniva ignorato persino come fosse il suo viso, per noi fan era un amico che avevamo imparato a conoscere attraverso le sue poesie in musica.
Dodi Battaglia è giunto con la moglie verso le 11:30, presenza discreta che non ha lasciato trasparire nulla dall'espressione del viso, come a non voler concedere agli estranei di vedere cosa gli si stesse agitando dentro.
Roby Facchinetti, Stefano D'Orazio e Red Canzian sono arrivati insieme, accompagnati dalle rispettive famiglie, da Danilo Ballo, da Manuel Frattini e raggiunti via via da chi nel corso degli anni ha lavorato o collaborato con i Pooh.
Non sono riuscita ad emozionarmi come quando li ho visti sul palco. Lì erano come tutti noi: persone che erano andate a salutare un amico. Sicuramente erano ancora più addolorati e feriti di noi, perché con Negrini ci hanno lavorato, discusso, vissuto.
Prima dicevo della musica diffusa durante tutta la giornata. Quando Facchinetti, D'Orazio e Canzian si sono posti attorno a Valerio, dalle casse è cominciato ad uscire "La ragazza con gli occhi di sole" di Stefano. Già dalle prime strofe la musica ha cominciato ad avere problemi, con parole che si ripetevano, per poi arrivare ad intere frasi. La musica è stata fermata. Nel corso della giornata si è trattato dell'unico episodio. La stessa canzone è stata riproposta più avanti, senza che accadesse nulla.
Un poco alla volta i familiari dei Pooh se ne sono andati ed è rimasto Roby Facchinetti a vegliare l'amico. Roby che nonostante le lacrime sorrideva ed abbracciava gli amici, i conoscenti, le figlie di Negrini. Poi si è dedicato a noi. Proprio così. Si è girato verso chi era presente e uno ad uno ci ha stretto la mano e regalato un sorriso con quegli occhi così azzurri. Per me si è trattato della prima volta ed il mio singhiozzato "Mi dispiace" mentre scambiavamo un bacio non so se l'abbia sentito, spiazzata com'ero dalla sua inziativa e dall'udire nel contempo la sua voce uscire dai diffusori presenti in sala che cantava la strofa "Ma perché non si vive per sempre?", la canzone che ho preso a simbolo di questo lutto.
E' rimasto a lungo Facchinetti. Poi è venuto a dargli il cambio Stefano D'Orazio, rimasto fino alle 17:00, quando ci è stato chiesto di uscire dalla sala.
Eravamo meno di quaranta persone ad attendere all'esterno del Teatro della Luna. Quando Valerio è stato caricato sull'auto è partito un applauso spontaneo che lo ha accompagnato fino a quando il mezzo non è sparito nella nebbia e nel buio, portandosi via le nostre lacrime ed un pezzetto importante dei nostri cuori.

"Milioni di parole lascio dietro di me
milioni di perché
Affascinata e stanca la mia anima va
verso la libertà..."
Valerio Negrini


venerdì 4 gennaio 2013

Valerio Negrini non c'è più


Ieri, giovedì 3 gennaio 2013, è giunta la notizia che nessun fan dei Pooh avrebbe mai voluto ricevere: Valerio Negrini ci ha lasciati.
Stroncato da un infarto, a nulla sono valse le cure mediche presso l'ospedale di Trento dove è stato trasportato in elicottero.
Aveva 66 anni Valerio. Nato il 4 maggio 1946 a Bologna, dalla sua tenacia e dalla sua passione per la musica è nata quella idea che ha preso il nome di Pooh, un lontanto febbraio del 1966. E dei Pooh è stato cantante, batterista, paroliere. Sue sono la maggior parte delle liriche che i fan cantano da quasi cinquant'anni sulle basi delle musiche composte da Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian.
Valerio Negrini lascia tre figlie: Alice nata nel 1979, Linda nel 1990 e Ginevra nel 2006. E la moglie Paola con cui era sposato dal 1995.
"È troppo difficile, in un momento come questo, riuscire a racchiudere in poche parole la nostra sofferenza – hanno dichiarato Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian – possiamo soltanto dire che la nostra strada è stata sempre tracciata dalla sua poesia". Stefano D'Orazio ha detto: "Non ci sono parole per descrivere un dolore così grande ed improvviso, è una parte della mia vita che se ne va e già sento un vuoto incolmabile. Buon viaggio amico mio".

Lunedì 7 gennaio verrà allestita una camera ardente al Teatro della Luna di Assago (MI), per permettere a chi lo vorrà di dare un ultimo saluto e rendere omaggio a Valerio Negrini. La camera ardente sarà aperta dalle ore 10:00 alle ore 17:00. La cerimonia funebre si svolgerà poi in forma privata.

Per ricordare Valerio i familiari hanno deciso di chiedere a tutti di non inviare fiori, ma di inviare un contributo all'ANPIL, l'associazione che Negrini sosteneva. Potete mandare un piccolo contributo o acquistare il libro fotografico "AYITI" con i commenti di Valerio, oppure il dvd "Friends for Haiti" con la registrazione dell'intera serata con l'intervento dei Pooh.

Banca: INTESA SANPAOLO
Intestazione: ANPIL-Onlus
IBAN: IT49A0306909465000026291 186

Dati Conto Corrente Postale
Intestazione: ANPIL-Onlus
N° conto: 42136200
Indirizzo: V. Vitruvio, 41 – 20124 Milano
www.anpil.org

Fonte: www.pooh.it

Il 3 gennaio 2013 un infarto ci ha privato per sempre delle poesie in musica di Valerio Negrini

 

... ma noi, ora, come facciamo?


E' questo il primo pensiero che mi è salito alla mente appena ho saputo della morte di Valerio Negrini. Ed è ancora lì, a riecheggiare senza risposte.
Valerio che da cocciuto ragazzo emiliano inseguendo un sogno è giunto a scrivere tra le più belle canzoni del patrimonio musicale italiano. Canzoni che dimostrano estrema sensibilità per l'altra metà del cielo. Canzoni che lo vedono analizzare con occhio attento l'uomo e la società. Canzoni in cui tutti noi fan abbiamo saputo riconoscere qualcosa di noi stessi: un ricordo, uno stato d'animo, un pezzetto della propria vita, un evento importante. E proprio questo è il dono di Valerio: saper scrivere di cose importanti e della quaotidianità in modo che ognuno di noi ci si possa riconoscere o possa esclamare "Hei! Ma parla di me!".
Il mio "Hei!" l'ho esclamato ascoltando "Il tempo, una donna, la città". Ma non a sedici anni, quando per la prima volta poggiai il vinile sul piatto dello stereo. Da adulta. Da donna che guarda indietro al proprio passato con una prospettiva diversa e si rende conto di tante cose di cui non poteva accorgersi, vivendoci in mezzo.
Un infarto mi ha privato per sempre dell'emozione di aprire un nuovo album dei Pooh ed ascoltarne traccia dopo traccia per scoprire le poesie di Valerio che vi sono state racchiuse. Sì, Valerio. Non il signor Negrini. Perché dopo 23 anni trascorsi ad ascoltare le sue parole, a leggere dei sacrifici e dei sogni portati in giro sui palchi italiani per far realizzare e crescere il sogno di nome Pooh, è una presenza costante del mio quotidiano musicale. Come un amico lontano che si stima ed ammira, pur non conoscendolo di persona.
Valerio, nella sua ultime intervista televisiva, argomentando di "Uomini soli" ha detto: "Io sono ateo praticante. Ateo serenamente e quindi io posso parlare di Dio". Valerio, tu potevi parlare di tutto. Hai parlato di tutto. Ci hai portato dagli Incas, ci hai fatto trasvolare l'oceano in compagnia di un ragazzo, hai narrato l'ascesa ed il declino dell'umanità, ci hai parlato di una ragazzina che voleva fuggire di casa...
Continuaimo a parlare di Valerio al presente. L'uomo se ne è andato, ma la sua eredità di poesia rimane.

Michaela

"Ma perché non si vive per sempre, ma perché scappa il tempo, dove va?
La realtà non ammazzi la fantasia, che bordello che nostalgia..."
"Perche' non si vive per sempre", da "Fai col cuore" di Roby Facchinetti, 1993