"Vivi che la vita è una aggrappati al cuore non fermarti mai non hanno prezzo i sogni che hai, non darli via". Pooh
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venerdì 1 luglio 2016

Frastuono e musica

Nonostante le promettenti premesse durante il corteggiamento, nessun nido di rondine è stato portato a termine sotto la grondaia. Ora che il Sole comincia a calare verso l'orizzonte, alcune decine volano radenti sul binario della ferrovia, mentre altre si librano sul campo di grano ormai mietuto.
Le pance bianche fanno da contrasto con il traffico di tetti d'auto e parallelepipedi dei TIR che passano nell'autostrada, ma il loro rombo non riesce a sovrastare le cinciallegre, i merli, gli usignoli ed i grilli.
Essere sorda al frastuono ed ascoltare unicamente la musica è quanto forse più mi ha aiutata fino ad ora.

martedì 28 giugno 2016

Ricordo di un coro... no, "il" coro

Scorrendo il Web sto constatando quanto Bud Spencer faccia parte dei nostri ricordi belli o perlomeno positivi. Come ha osservato un mio amico, in tempi come questi essere un eroe per molti non è una cosa da poco.
Il mio ricordo più buffo si riconduce al celeberrimo "coro dei pompieri", quando da adolescente frequentavo l'istituto d'arte ceramica di Faenza. Durante una lezione di matematica in cui il prof dovette arrendersi alla nostra impermeabilità ai concetti che cercava di inculcarci, separò la classe in maschi e femmine e ci fece intonare questo coro.
Non so cosa  pensarono le altre classi del piano, ma la bidella Adalgisa venne a bussare per chiedere se era tutto a posto...

Co ha regalato risate e leggerezza senza aver mai bisogno di ricorrere a volgarità o banalità.
Pur avendo conquistato noi bambini con i suoi sganassoni, non era mai violenza: erano balletti con spalle e comparse sempre all'altezza della situazione.
Grazie.


venerdì 24 giugno 2016

Nuove famiglie

A delimitare il campo dei miei genitori c'è un canale che dà il nome alla strada che da Barbiano porta a Solarolo: Rio.
Negli anni della mia infanzia e della mia adolescenza mi ha visto trascinare lunghi tubi di alluminio durante le faticose operazioni di irrigazione dei filari di peschi, correndo con la vanga per arginare le esondazioni dai piccoli canali scavati a ridosso delle piante. Faticoso ma vissuto come un gioco, nonostante tutto.
L'acqua non era certo delle più salubri, perché nel canale vi andavano a finire anche liquami urbani, ma negli ultimi anni qualcosa è stato fatto in tal senso ed ora in quel letto scorre solo acqua piovana. Prova ne è il fatto che questa primavera vi ha nidificato una coppia di germani reali e, mentre gli anatroccoli nuotavano poco lontano, uno degli adulti si è approssimato al ponticello per le sue abluzioni.
Fossero arrivati 25 anni fa, il mio pescare girini si sarebbe arricchito dell'osservazione delle loro abitudini. Ma è comunque bello saperli là. :-)

Il canto del grano

La mietitura del grano è prossima, mi sono concessa di ascoltarne il canto: la brezza leggera scuote gli steli ormai secchi e le spighe, strofinando l'una contro l'altra, generano un suono simile a quello della sabbia che scorre.

mercoledì 25 maggio 2016

W I POOH

Nel corso degli anni della mia infanzia, fino ai 16, le domeniche sono state scandite dalle visite al nonno. Il nonno Marcello con i suoi racconti sulla guerra, le battute taglienti, il disincanto nei confronti del prossimo, la tenerezza per questa bimbetta bionda.
Ogni domenica mattina si andava a Lugo e lungo il tragitto la facciata di un palazzetto dello sport mi offriva la scritta realizzata con spray bianco W I POOH. Una scritta che faceva parte del paesaggio, ogni volta letta per abitudine.
Da una decina d'anni il muro è stato ripulito, ma non c'è voluto molto perché comparisse un nuovo graffito.
Quella scritta realizzata da un anonimo fan per anni mi ha indicato inconsapevolmente cosa avrebbe svolto un ruolo importante nella mia vita. Chissà quanti segni premonitori ma ignorati del nostro futuro ci scorrono davanti o incrociano il nostro cammino.

domenica 15 maggio 2016

Odori al tramonto

Dopo la #tempesta di oggi l'aria è tersa  come fosse stata lavata e sbattuta da gigantesche mani. Nella luce del tramonto la brezza sospinge la marea di pollini ed il loro odore dolce si sposa con i toni dorati del tramonto.
Le giornate dovrebbero terminare più spesso così.


Passaggi a livello e attese

Barbiano, il mio paese d'origine, è piccolo. Non è nemmeno un comune, fa capo a Cotignola, ma vanta tra i suoi figli il condottiero Alberico, nato nel 1344, a lui furono dedicati un palio ed un incrociatore leggero della Marina Militare.
Oltre ad una clinica privata (la fortuna che vedi nella sfortuna di dover cambiare un'aorta del cuore di tuo padre) conta anche una piccola stazione. Sulla sua banchina ho trascorso le attese da pendolare della scuola superiore ed era dotata di tutto: pioggia e vento nei mesi invernali, Sole e cinguettii in primavera, un bel ragazzo alto e biondo a cui non riuscire  mai a rivolgere la parola.
Negli ultimi anni le attese al suo passaggio a livello sono divenute insopportabilmente lunghe, dovendo attendere che il treno parta dalle stazioni di Solarolo e di Lugo, alternativamente.
Ieri nel curiosare tra le diciture dei tag della zona, ho scoperto che non sono l'unica a mal sopportare tale situazione...



martedì 10 maggio 2016

Appunti da un giorno di primavera

Andare a prendere il #marmocchietto in anticipo da scuola e sentirlo urlare lungo il corridoio "SONO LIBEROOO!" proprio mentre passa il preside.
Fatto.


Mamma sulla spiaggia...

Sono tornate! Le #rondini sono tornate a casa!
Era da circa cinque anni che nessuna rondine costruiva il nido sotto la mia grondaia, una grande tristezza considerato che nella mia infanzia ho contato fino a dieci installazioni.
Oggi invece la sorpresa di vedere ben tre coppie al lavoro, con un va e vieni frenetico puntellato da fitti dialoghi che da troppo non ascoltavo.



Due nidi di rondine in costruzione

... ma le sorprese in giardino non sono finite!
Nel cono stradale abbandonato tra viole, iris e bocche di leone ha fatto il nido una #cinciallegra! Dentro quattro pulcini non si stancano mai di cantare, rendendo quel pezzo di plastica un cono sonoro davvero unico.
Sì la città è comoda, ma qua devo tornarci a vivere...


Nido di cooinciallegra

giovedì 12 marzo 2015

Buon viaggio Sir Terry Pratchett

Con te ho imparato la lingua inglese. Non perché ne sentissi la reale necessità, ma perché era l'unico modo per poter leggere i tuoi racconti, i tuoi romanzi, percorrere in lungo e in largo quel Discworld distante solo lo spessore di una pagina.
Sai, dopo tanti anni trascorsi a recuperare in giro per i negozi online tutti i tuoi libri, a scadenzare i miei acquisti di fine anno con le immancabili novità letterarie, ora che tu te ne vai mi attendono ancora lunghi e fervidi anni di lettura in compagnia delle tue parole.
E' strano il Caso: quando ebbi modo di vederti per la prima ed unica volta, era il 21 novembre del 2007 e ti trovavi a Bologna per presentare nell'ex Sala Borse "Stelle Cadenti", il tuo romanzo uscito nel 1990 e da noi giunto nella traduzione italiana in ritardo come succede alla luce di certe stelle che ora vediamo brillare nel cielo notturno, ma ormai spente da chissà quanto. Oggi che te ne sei andato sto leggendo "Moving Pictures", proprio quel libro, ma con le tue parole originali, non mediate da traduttori poco attenti.
Voglio immaginare che ad accoglierti sia giunto Death, il tuo personaggio a mio parere meglio riuscito, quello che, nonostante il suo ruolo di Triste Mietitore, si è rivelato essere più umano di tante persone che vedo aggirarsi in questa realtà.
Sai, lassù troverai un altro tizio davvero bravo con le parole, si chiama Valerio. Lui ha scritto per la musica, parla bene inglese: sono certa che vi capirete al volo e troverete molti punti in comune. Come il fatto di averci lasciati tutti più soli e di farmi stare davanti a questa tastiera a piangere e cercare di scriverti.
Ciao Sir Terry Pratchett per avermi insegnato tanto, per avermi fatta ridere tanto, per avermi fatta riflettere tanto.


Sir Terry Pratchett

Announcement: Sir Terry Pratchett

It is with immeasurable sadness that we announce that author Sir Terry Pratchett has died at the age of 66.
Larry Finlay, MD at Transworld Publishers:
"I was deeply saddened to learn that Sir Terry Pratchett has died. The world has lost one of its brightest, sharpest minds.
In over 70 books, Terry enriched the planet like few before him. As all who read him know, Discworld was his vehicle to satirize this world: he did so brilliantly, with great skill, enormous humour and constant invention.
Terry faced his Alzheimer's disease (an 'embuggerance', as he called it) publicly and bravely. Over the last few years, it was his writing that sustained him. His legacy will endure for decades to come.
My sympathies go out to Terry's wife Lyn, their daughter Rhianna, to his close friend Rob Wilkins, and to all closest to him."
Terry passed away in his home, with his cat sleeping on his bed surrounded by his family on 12th March 2015. Diagnosed with PCA [1] in 2007, he battled the progressive disease with his trademark determination and creativity, and continued to write. He completed his last book, a new Discworld novel, in the summer of 2014, before succumbing to the final stages of the disease.
We ask that the family are left undisturbed at this distressing time.
A Just Giving page donating to the Research Institute for the Care of Older People (RICE) has been set up in his memory: www.justgiving.com/Terry-Pratchett

                                                                                               
[1] Posterior cortical atrophy (PCA) is a progressive degenerative condition involving the loss and dysfunction of brain cells, particularly at the back (posterior) of the brain. alzheimers.org.uk 

domenica 3 febbraio 2013

Io chiudo gli occhi, li riapro e...

È trascorso un mese da quel 3 gennaio che mi ha lasciata smarrita ed un poco più sola. Ricordo ancora quella frase letta su Facebook, "Valerio non c'è più", la ricerca affannosa di un articolo presso un qualsiasi organo di informazione, la conferma.
"... ma noi, ora, come facciamo?". Solo questa frase mi risuonava in testa, null'altro di sensato riuscivo ad articolare. Come facciamo senza Valerio, senza le sue poesie?
Un mese è trascorso da quel giorno. Un mese triste, in cui i giorni hanno ripreso a trascorrere ma un pezzetto di cuore è stato irrimediabilmente perso. Inaspettatamente, lo ammetto. Perché se per quasi 25 anni per me Valerio Negrini era l'incredibile poeta che dava parola ai Pooh, il 3 gennaio mi sono ritrovata davanti al fatto che senza rendermene conto mi ero affezionata a quella persona, mai conosciuta ma ascoltata e scoperta nei suoi versi.
Spero che Valerio sapesse da tempo quante persone gli erano... gli sono affezionate. Che sapesse quanti di noi si sono riconosciuti nelle sue poesie in musica, quanti di noi sono rimasti a bocca aperta sorpresi dalle sue parole. Non l'ho conosciuto, ma sono certa che Negrini fosse un uomo speciale. Perché solo un uomo speciale può far nascere un sogno e sostenerlo con tale forza ed energia da spingere gli altri a portarlo avanti per quasi cinquanta anni.
Spero che l'ultimo giorno di Valerio si sia concluso come la canzone che più mi ha toccata nel profondo e che dice: "... io chiudo gli occhi li riapro e..."

Michaela

martedì 8 gennaio 2013

CIAO VALERIO - Assago 07.01.2013

Quello di ieri verso Milano è stato per me un viaggio ben mesto. Era il giorno dell'ultimo saluto a Valerio Negrini, l'anima dei Pooh, il poeta che per 47 anni (47 ANNI!) ha dato voce a quattro ragazzi che si sono ritrovati un po' per caso ed un po' per fortuna a condividere palchi e vite.
Ammettiamolo: senza le parole di Valerio quante delle canzoni che molti di noi portano nel cuore avrebbero mantenuto la medesima bellezza?
Già per strada ho avuto la prima avvisaglia del tipo di giornata che stava per cominciare: dal finestrino dell'auto ho visto sfilare un TIR che sulla fiancata recava la scritta "Pensiero".
Poco dopo le 11:00 sono giunta al Teatro della Luna di Assago e la nebbia avvolgeva tutto, come se nessuna distrazione o nessun rumore estraneo dovessero interrompere i pensieri rivolti a Valerio, come se non fosse permesso trovare un minimo di distrazione dal dolore che accomunava i presenti.
C'erano vari registri su cui era possibile lasciare la propria firma ed un pensiero, io ho siglato con "Ci vuole fiato a dirti addio...". Ma fiato e parole non ce n'erano. Non ce ne sono state per tutta la giornata.
L'ingresso del teatro risuonava delle note di "Dove comincia il sole" e così è stato per tutta la giornata: le parole in musica di Valerio hanno fatto da sottofondo e da consolazione a volte, ma in altri momenti hanno acuito il dolore che le persone presenti stavano provando. Tanti estranei, intervenuti per un'unico uomo. Facce sconosciute le une alle altre, accomunate dall'affetto per il poeta dei Pooh.
Attorno a Valerio c'erano pochi fiori, come del resto la famiglia aveva chiesto, preferendo le donazioni all'Anpil. Un foglio attaccato ad un pupazzetto di Winnie Pooh, una sciarpa del tour "Giorni Infiniti", uno striscione realizzato da un gruppo di ragazze. Poco dopo ho avuto l'onore di vedere poggiato contro i fiori anche il plico "I Colori dei Pensieri - I Fans per Valerio - 07 gennaio 2013". Si tratta dei pensieri e dei messaggi di addio raccolti nei giorni scorsi tra i fan, che ho stampato e consegnato alla signora Negrini: gentile e disponibile nononostante il momento di lutto, mi ha sorriso e ringraziata.
Forse complice il fatto che l'ultimo saluto a Valerio era stato organizzato di lunedì, in sala eravamo costantemente una trentina di persone che si ricambiavano in fretta. Saluti e lacrime veloci da chi è riuscito a ritagliare il tempo necessario per arrivare al teatro ed uscirne un quarto d'ora, mezz'ora dopo. Molti li ho sentiti singhiozzare e fissare la bara con espressione stravolta. Perché se per tanti Valerio non era noto e veniva ignorato persino come fosse il suo viso, per noi fan era un amico che avevamo imparato a conoscere attraverso le sue poesie in musica.
Dodi Battaglia è giunto con la moglie verso le 11:30, presenza discreta che non ha lasciato trasparire nulla dall'espressione del viso, come a non voler concedere agli estranei di vedere cosa gli si stesse agitando dentro.
Roby Facchinetti, Stefano D'Orazio e Red Canzian sono arrivati insieme, accompagnati dalle rispettive famiglie, da Danilo Ballo, da Manuel Frattini e raggiunti via via da chi nel corso degli anni ha lavorato o collaborato con i Pooh.
Non sono riuscita ad emozionarmi come quando li ho visti sul palco. Lì erano come tutti noi: persone che erano andate a salutare un amico. Sicuramente erano ancora più addolorati e feriti di noi, perché con Negrini ci hanno lavorato, discusso, vissuto.
Prima dicevo della musica diffusa durante tutta la giornata. Quando Facchinetti, D'Orazio e Canzian si sono posti attorno a Valerio, dalle casse è cominciato ad uscire "La ragazza con gli occhi di sole" di Stefano. Già dalle prime strofe la musica ha cominciato ad avere problemi, con parole che si ripetevano, per poi arrivare ad intere frasi. La musica è stata fermata. Nel corso della giornata si è trattato dell'unico episodio. La stessa canzone è stata riproposta più avanti, senza che accadesse nulla.
Un poco alla volta i familiari dei Pooh se ne sono andati ed è rimasto Roby Facchinetti a vegliare l'amico. Roby che nonostante le lacrime sorrideva ed abbracciava gli amici, i conoscenti, le figlie di Negrini. Poi si è dedicato a noi. Proprio così. Si è girato verso chi era presente e uno ad uno ci ha stretto la mano e regalato un sorriso con quegli occhi così azzurri. Per me si è trattato della prima volta ed il mio singhiozzato "Mi dispiace" mentre scambiavamo un bacio non so se l'abbia sentito, spiazzata com'ero dalla sua inziativa e dall'udire nel contempo la sua voce uscire dai diffusori presenti in sala che cantava la strofa "Ma perché non si vive per sempre?", la canzone che ho preso a simbolo di questo lutto.
E' rimasto a lungo Facchinetti. Poi è venuto a dargli il cambio Stefano D'Orazio, rimasto fino alle 17:00, quando ci è stato chiesto di uscire dalla sala.
Eravamo meno di quaranta persone ad attendere all'esterno del Teatro della Luna. Quando Valerio è stato caricato sull'auto è partito un applauso spontaneo che lo ha accompagnato fino a quando il mezzo non è sparito nella nebbia e nel buio, portandosi via le nostre lacrime ed un pezzetto importante dei nostri cuori.

"Milioni di parole lascio dietro di me
milioni di perché
Affascinata e stanca la mia anima va
verso la libertà..."
Valerio Negrini


venerdì 4 gennaio 2013

Il 3 gennaio 2013 un infarto ci ha privato per sempre delle poesie in musica di Valerio Negrini

 

... ma noi, ora, come facciamo?


E' questo il primo pensiero che mi è salito alla mente appena ho saputo della morte di Valerio Negrini. Ed è ancora lì, a riecheggiare senza risposte.
Valerio che da cocciuto ragazzo emiliano inseguendo un sogno è giunto a scrivere tra le più belle canzoni del patrimonio musicale italiano. Canzoni che dimostrano estrema sensibilità per l'altra metà del cielo. Canzoni che lo vedono analizzare con occhio attento l'uomo e la società. Canzoni in cui tutti noi fan abbiamo saputo riconoscere qualcosa di noi stessi: un ricordo, uno stato d'animo, un pezzetto della propria vita, un evento importante. E proprio questo è il dono di Valerio: saper scrivere di cose importanti e della quaotidianità in modo che ognuno di noi ci si possa riconoscere o possa esclamare "Hei! Ma parla di me!".
Il mio "Hei!" l'ho esclamato ascoltando "Il tempo, una donna, la città". Ma non a sedici anni, quando per la prima volta poggiai il vinile sul piatto dello stereo. Da adulta. Da donna che guarda indietro al proprio passato con una prospettiva diversa e si rende conto di tante cose di cui non poteva accorgersi, vivendoci in mezzo.
Un infarto mi ha privato per sempre dell'emozione di aprire un nuovo album dei Pooh ed ascoltarne traccia dopo traccia per scoprire le poesie di Valerio che vi sono state racchiuse. Sì, Valerio. Non il signor Negrini. Perché dopo 23 anni trascorsi ad ascoltare le sue parole, a leggere dei sacrifici e dei sogni portati in giro sui palchi italiani per far realizzare e crescere il sogno di nome Pooh, è una presenza costante del mio quotidiano musicale. Come un amico lontano che si stima ed ammira, pur non conoscendolo di persona.
Valerio, nella sua ultime intervista televisiva, argomentando di "Uomini soli" ha detto: "Io sono ateo praticante. Ateo serenamente e quindi io posso parlare di Dio". Valerio, tu potevi parlare di tutto. Hai parlato di tutto. Ci hai portato dagli Incas, ci hai fatto trasvolare l'oceano in compagnia di un ragazzo, hai narrato l'ascesa ed il declino dell'umanità, ci hai parlato di una ragazzina che voleva fuggire di casa...
Continuaimo a parlare di Valerio al presente. L'uomo se ne è andato, ma la sua eredità di poesia rimane.

Michaela

"Ma perché non si vive per sempre, ma perché scappa il tempo, dove va?
La realtà non ammazzi la fantasia, che bordello che nostalgia..."
"Perche' non si vive per sempre", da "Fai col cuore" di Roby Facchinetti, 1993

giovedì 11 ottobre 2012

Non importa...

Non importa che sia Mozart o Verdi. Non importa che siano i Queen, i Rolling Stones, i Pink Floyd o i Pooh.
Quando un artista riesce a comunicare con chi lo ascolta, a parlare al suo cuore ed al suo sangue, a toccarlo in quelle piccole pieghe che solitamente vengono tenute nascoste, a creare esplosioni di luce e d'emozione, beh allora ha raggiunto la piena realizzazione di quella passione che lo anima da una vita.

mercoledì 10 ottobre 2012

Mattina

Raggi di Sole squarciano le nubi, nella foschia come lunghe dita toccano tetti e strade.
Le foglie stillano la leggera nebbia che si condensa, come farfalle distratte si staccano dal ramo per il loro ultimo volo.
Così i miei pensieri, leggeri se ne escono in lente spirali ma non cadono a terra, svelti fuggono lontano, chissà in quale terra, chissà in quale ricordo.

giovedì 4 ottobre 2012

Ci penserò domani: il nuovo singolo tratto da Opera Seconda dei Pooh

Al primo impatto è straniante sentire Mario Biondi interpretare "Ci penserò domani" dei Pooh. Abituati alla voce di Roby Facchinetti, i fan trovano in questo singolo anche la voce di Dodi Battaglia. L'accompagnamento orchestrale dà vigore e forza ad un brano che racconta una donna disillusa che per una notte si rifugia a casa da un amico, dopo l'ennesimo addio ad un amore finito.
La versione originale di "Ci penserò domani" appartiene all'album "Boomerang" del 1978, seconda traccia del lato A, la cui copertina è memorabile perché accoglie quello che saebbe divenuto il logo storico del gruppo.
Testo di Valerio Negrini, musica di Dodi Battaglia che con questo duetto si "riappropria" in un certo senso della canzone e stempera le tonalità roche tipiche della voce di Biondi.
E' la storia di una donna, scrivevo prima. L'intero album "Opera Seconda" è un insieme di storie di persone: ci sono la ragazzina di "Sara nel sole", la donna perduta in "Maria marea", il ragazzo gay di "Pierre", la donna che si ribella di "Quaderno di donna", il dj di "In diretta nel vento", l'aviatore di "Il ragazzo del cielo (Lindbergh)". Ma il brano che più di tutte aspetto di ascoltare con trepidazione è "E' bello riaverti", da molto, troppo tempo nel dimenticatoio: lato B del singolo "Ninna nanna / E' bello riaverti" del 1975, in seguito venne pubblicata solo nelle raccolte "I Pooh 1975-1978" del 1978 ed "Anthology" del 1985.


mercoledì 14 marzo 2012

Pedalando

Era davvero da tanto tempo che non tiravo fuori dal garage la bicicletta. Parecchi mesi. O forse più di un anno?
Oggi dovevo andare dalla parrucchiera ed all'improvviso mi sono resa conto che fuori è primavera! Sarà stata la temperatura dell'aria a farmelo notare, o forse il giallo acceso del gruppetto di narcisi fioriti vicino il portone di casa.
Dalla bici ho tolto via solo la polvere posatasi sul sellino ed il manubrio, la restante è rimasta a confondersi con il grigio della carrozzeria. Il sellino più duro di come lo ricordassi, ma è bastata qualche pedalata e l'aria che sollevava i capelli dal collo a farmi ricordare quanto sia bello.
Ho girato parecchio oggi pomeriggio, seguendo senza fretta la pista ciclabile, guardando in giro, ma soprattutto ascoltando. L'aria si sta riempiendo dei canti degli uccelli, non più solo pettirossi o tortore.
È tempo che la bici la usi a tempo pieno. Me ne sono resa conto quando in procinto di affrontare un incrocio ho cercato furiosamente sul manubrio la leva della freccia...

sabato 10 marzo 2012

Felicità è...

... stare un quarto d'ora seduta in auto perché il suono del respiro di mio figlio addormentato sul sedile posteriore è la melodia più bella.

domenica 27 novembre 2011

Musica è

Mai come in questo periodo la musica è stata parte integrante del mio quotidiano. Come sottofondo, come sveglia, come compagna, come valvola di sfogo, come ninna nanna. Ascolto, scopro, rifletto. Ed ogni volta è una sorpresa riconoscermi, ritrovarmi in testi scritti anni fa, vedere un poco del mio vissuto in melodie scaturite chissà dopo quante riflessioni e prove.
La musica sa unire tante vite e costituire un ponte che supera chilometri ed anni. Anche mentalità, a volte.

martedì 1 novembre 2011

Bellezza


L'autunno non è solo l'inizio della fine di un ciclo. Se si guarda bene è esplosione di colori, di odori umidi, di bellezza.
Come cantano i Pooh "E se fosse autunno non faremmo in tempo a mangiare i funghi nati dalla pioggia". Poi aggiungo il vino, i marroni da castrare e arrostire in forno, gli intingoli. Ed è bello indugiare a letto sotto le coperte a sonnecchiare. Ci si veste un po' di più e posso tirare fuori dall'armadio sciarpe e berretti.
Fuori la campagna si trasforma nei colori e negli odori: i boschetti si infiammano, imbiondiscono, poi tendono verso il cielo i rami spogli ma già con la promessa di nuove gemme. La sera il vapore uscito dai campi forma uno strato basso di nebbiolina ed i contadini lavorano i terreni per la semina del mais, del grano, del fieno.
Non riesco a considerare l'autunno una stagione negativa. Fa parte di un ciclo, apparentemente è la fine dell'estate, in realtà fervono i preparativi per la primavera.

mercoledì 28 settembre 2011

Sospinti da quel vento imprevedibile


NAVI - Umberto Tozzi ("Aria & Cielo", 1997)

Questa nave va
Non si ferma proprio mai
Altre navi là luci rosse fra le stelle e noi
Questa nave va, non si ferma mai
Altre navi là incrociano intorno a noi
Quanta solitudine sul mare
Quanta voglia fragile di amare
Chiusi in una bolla impermeabile
Sospinti da quel vento imprevedibile
Ma come fare a credere a sperare
Batte dentro al petto inesauribile
Un palpito normale questa musica vitale
La nebbia si alzerà e andrà via vedrai
Limpida oramai questa notte è più chiara sai
Luccica la luna sopra il mare
Ora puoi tornare a respirare
Mai più sola mai te lo giuro non sarai
Ancorata a me solo quando la tempesta c'è
Ma come fare a credere a sperare
Chiusi in una bolla impermeabile
Vedere il mare grosso
Che ti assale fa un po' male
Mai più sola mai te lo giuro non sarai
Qui vicino a me un piccolo riparo c'è
Quanta solitudine sul mare
Quanta voglia fragile di amare
Mai più sola mai...