"Vivi che la vita è una aggrappati al cuore non fermarti mai non hanno prezzo i sogni che hai, non darli via". Pooh

venerdì 20 maggio 2016

Confini

Oltre la cortina dei rami di fico il campo di grano. Al suo limitare il ponte dell'autostrada.
Poi altri campi, Solarolo, ancora distese coltivate, le colline di Riolo e Brisighella con gli appezzamenti di terreno che cambiano colore con il procedere delle stagioni.
Per molto tempo quello è stato il mio orizzonte ultimo, quando Bologna sembrava lontanissima ed inaffrontabile, Milano situata su chissà quale pianeta.
Ma per fortuna nella vita nulla è immutabile, per fortuna se si è capaci di piegare tale mutamento a proprio vantaggio, od anche solo di trarne insegnamento.

"Oltre il giardino, oltre mare
sarebbe lontana la realtà
come piccole nuvole 
come vecchi giocattoli..."
Valerio Negrini

giovedì 19 maggio 2016

Work in progress

La maglietta di Hiro Hamada con il robottone per la gara di #cosplay alla #STARCON è pronta.
Ora il marmocchietto deve solo mantenere il coraggio di salire sul palco.

mercoledì 18 maggio 2016

Lavabile e riutilizzabile

Il primo impatto concreto con il mondo dei lavabili e riutilizzabili fu alla nascita del marmocchietto, quando investendo 250 Euro acquistai un kit completo di pannolini di cotone (sfruttato in seguito da altri due bimbi). Nonostante la perplessità di certi e la schizzinosità di altri, fu un'esperienza che mi trovò entusiasta: l'ormone della mamma a pieno regime non mi fece provare alcun fastidio nel gestire la produzione quotidiana del pargolo e la lavatrice fece il resto.
Il passo successivo fu l'acquisto di assorbenti per il ciclo, anch'essi lavabili. Sì, li sciacquo a mano e no, non mi fanno impressione: si tratta di qualcosa appartenente al mio corpo, del resto. Li uso solo quando sono a casa, in effetti sono poco pratici da riporre quando sono fuori.
Da oggi proverò i salva slip, anch'essi riutilizzabili. Non tanto per una questione di "braccino corto" nei confronti di quelli usa e getta (le mestruazioni e le fasi intermedie del ciclo a noi donne costano qualche soldino) ma perché, per quanto i produttori si prodighino nel dichiarare che la pelle viene rispettata e non ti accorgi di averlo, lo percepirai comunque sempre. E non c'è nulla come il tessuto per sopportare tale obbligatorio disagio

domenica 15 maggio 2016

Odori al tramonto

Dopo la #tempesta di oggi l'aria è tersa  come fosse stata lavata e sbattuta da gigantesche mani. Nella luce del tramonto la brezza sospinge la marea di pollini ed il loro odore dolce si sposa con i toni dorati del tramonto.
Le giornate dovrebbero terminare più spesso così.


Passaggi a livello e attese

Barbiano, il mio paese d'origine, è piccolo. Non è nemmeno un comune, fa capo a Cotignola, ma vanta tra i suoi figli il condottiero Alberico, nato nel 1344, a lui furono dedicati un palio ed un incrociatore leggero della Marina Militare.
Oltre ad una clinica privata (la fortuna che vedi nella sfortuna di dover cambiare un'aorta del cuore di tuo padre) conta anche una piccola stazione. Sulla sua banchina ho trascorso le attese da pendolare della scuola superiore ed era dotata di tutto: pioggia e vento nei mesi invernali, Sole e cinguettii in primavera, un bel ragazzo alto e biondo a cui non riuscire  mai a rivolgere la parola.
Negli ultimi anni le attese al suo passaggio a livello sono divenute insopportabilmente lunghe, dovendo attendere che il treno parta dalle stazioni di Solarolo e di Lugo, alternativamente.
Ieri nel curiosare tra le diciture dei tag della zona, ho scoperto che non sono l'unica a mal sopportare tale situazione...



martedì 10 maggio 2016

Appunti da un giorno di primavera

Andare a prendere il #marmocchietto in anticipo da scuola e sentirlo urlare lungo il corridoio "SONO LIBEROOO!" proprio mentre passa il preside.
Fatto.


Mamma sulla spiaggia...

Sono tornate! Le #rondini sono tornate a casa!
Era da circa cinque anni che nessuna rondine costruiva il nido sotto la mia grondaia, una grande tristezza considerato che nella mia infanzia ho contato fino a dieci installazioni.
Oggi invece la sorpresa di vedere ben tre coppie al lavoro, con un va e vieni frenetico puntellato da fitti dialoghi che da troppo non ascoltavo.



Due nidi di rondine in costruzione

... ma le sorprese in giardino non sono finite!
Nel cono stradale abbandonato tra viole, iris e bocche di leone ha fatto il nido una #cinciallegra! Dentro quattro pulcini non si stancano mai di cantare, rendendo quel pezzo di plastica un cono sonoro davvero unico.
Sì la città è comoda, ma qua devo tornarci a vivere...


Nido di cooinciallegra

venerdì 29 aprile 2016

Stay just a little bit longer...

Ieri sera ho visto la prima puntata di "22.11.63", la serie tv tratta dal romanzo di Stephen King che vede come protagonista James Franco (il figlio di Green Goblin / Willem Dafoe in "Spider-Man", per intenderci).
Non spoilero.
A qualche minuto dall'inizio si sente per pochi secondi "Stay", una canzone che ho imparato a conoscere nella versione di Jackson Browne grazie al suggerimento di un caro amico.
Stamane ho curiosato sul Web ed ho scoperto che è una brano molto "coverizzato". Il suo testo nel tempo è stato modificato, in quanto da canzone in cui viene chiesto all'amata di soffermarsi un poco più a lungo per un altro ballo, è stata successivamente trasposta nei confronti del pubblico, al quale viene chiesto di rimanere ad ascoltare la band.

Si parte con la versione originale del 1960 interpretata da Maurice Williams & the Zodiacs: https://youtu.be/o1Z_hskvz1M
 

Dal 1960 a 1962 fece parte del repertorio live dei Beatles, ma purtroppo non esistono incisioni.
Nel 1963 toccò ai The Hollies, versione però priva della parte in falsetto che caratterizza questo brano: https://youtu.be/GynWfSa3Abg
 
 
 Nel 1964 è il turno dei The Dave Clark 5, anche loro compirono la scelta stilistica di tralasciare il falsetto: https://youtu.be/UAAUrQnC4EE
 
 
Sempre 1964, tocca a Frankie Valli and the Four Seasons (sì Valli, quello di "Grease"), i quali decidono di reintrodurre il falsetto, pure prepotentemente: https://youtu.be/GX7YX531q5E
 
 
La versione del 1968 di Jan & Dean ha una storia particolare, in quanto la cover, realizzata in tale anno per l'album "Carnival of Sound", dovette attendere il 2010 per uscire con il disco: https://youtu.be/LFNtjiPRofk
 
 
1976, versione di Andrew Gold: https://youtu.be/ERAC8D6J5aw
 
 
1977, esce la cover a me più familiare di Jackson Brownehttps://youtu.be/d3bUg8wsgVE (mi spiace non aver rintracciato il filmato dove sul palco David Lindley "ruba" la parte alla corista ed interpreta il falsetto).
 
 
1979, tocca a Bruce Springsteen & the E Street Band: https://youtu.be/IbV8A6Ruqa0
 
 
Nel 1980 l'austriaco Georg Danzer traduce il brano in lingua tedesca, rititolandola "Roadie song".
1983, in Italia ci provano David Marx & Tracy Spencer con questa versione puramente discotecara: https://youtu.be/B-mzkHzQ0_c
 
 
1995, tocca ai britannici Dreamhouse: https://youtu.be/O3MctFO1ouk
 
 
Trascorrono meno di dieci anni, poi nel 2003 è Cyndi Lauper a rimetter mano alla canzone, conferendole un che di esotico: https://youtu.be/O4avMWxMm0M
 
 
Infine, nel 2014, gli australiani Human Nature, che riportano l'esecuzione del brano a vocalità più vicine alla versione originale: https://youtu.be/2KMthVDJjhE
 
 
Per quanto mi riguarda, sono affezionata a questa cover del 1995. Ogni volta che una certa persona mi chiama gli fischiano le orecchie... https://youtu.be/is6MjNN-6Gc
 
 
"Stay, ahhh
Just a little bit longer
Please, please, please, please, please
Tell me that you're going to
Now your daddy don't mind
And your Mommy don't mind
If we have another dance, ya
Just one more time..."

giovedì 4 giugno 2015

I tigli ricominciano a cantare

Quando arriva giugno gli alberi di tiglio ricominciano a cantare. La loro è una canzone fatta di polline sottile, di api che ronzano sommesse, di foglie che piano si strusciano l'una sull'altra mentre il Sole occhieggia tra i rami. Per cogliere tutto questo occorre porsi sotto l'albero, esserne avvolti come un ombrello che in parte ti isola da ciò che costantemente cerca di caderti addosso. Il profumo no. Il profumo del tiglio ti viene incontro, ti sorprende all'improvviso dalla bocchetta d'aerazione dell'auto mentre stai guidando, o la mattina quando apri la finestra. E' dolce, di una dolcezza che dà conforto, quasi. Per me il profumo del tiglio significa soprattutto ricordo. Ricordo di quando, da bambina, con nonno Marcello si andava al parco Bucci di Faenza a dare il pane secco alle papere ed ai cigni. Per lasciare un po' di pelle dei polpastrelli sul metallo nero rovente della locomotiva, parcheggiata all'interno e liberamente scalabile. La piadina o la pizza fritta dalla baracchina, i lupini, i bagigi, i pensieri liberi...

martedì 2 giugno 2015

Agglomerati senzienti

I Mentre si lavora e si è concentrati capita che una porzioncina del cervello agisca per conto suo. Oh non molta per carità, probabilmente un piccolo agglomerato di neuroni e sinapsi, ma quanto basta per formulare pensieri di senso compiuto.
Oggi quell'agglomerato si è domandato se sono felice. Di primo acchito ho risposto di no: i problemi con il lavoro, il marmocchietto difficile da comprendere nella sua fretta di essere grande, il denaro che non basta mai, più altre cose inanellate una dopo l'altra.
L'agglomerato è poi passato alla seconda domanda: quando comincerai ad essere felice?
"Mai. Sempre." è stata la mia risposta.
Mai, se pretendo che tutto si incastri alla perfezione, se aspetto che ogni singolo ingranaggio giri oliato come pretendo io.
Sempre, se imparo a gioire di quanto mi arriva. A scaglioni, ma arriva.
Forse nessuno avrà mai una vita perfetta; occorre imparare ad essere giocolieri e destreggiarsi tra le belle cose che capitano e le buche disseminate sul cammino.
Filosofia da cioccolatino forse, ma che ci posso fare, sono autodidatta.

giovedì 12 marzo 2015

Buon viaggio Sir Terry Pratchett

Con te ho imparato la lingua inglese. Non perché ne sentissi la reale necessità, ma perché era l'unico modo per poter leggere i tuoi racconti, i tuoi romanzi, percorrere in lungo e in largo quel Discworld distante solo lo spessore di una pagina.
Sai, dopo tanti anni trascorsi a recuperare in giro per i negozi online tutti i tuoi libri, a scadenzare i miei acquisti di fine anno con le immancabili novità letterarie, ora che tu te ne vai mi attendono ancora lunghi e fervidi anni di lettura in compagnia delle tue parole.
E' strano il Caso: quando ebbi modo di vederti per la prima ed unica volta, era il 21 novembre del 2007 e ti trovavi a Bologna per presentare nell'ex Sala Borse "Stelle Cadenti", il tuo romanzo uscito nel 1990 e da noi giunto nella traduzione italiana in ritardo come succede alla luce di certe stelle che ora vediamo brillare nel cielo notturno, ma ormai spente da chissà quanto. Oggi che te ne sei andato sto leggendo "Moving Pictures", proprio quel libro, ma con le tue parole originali, non mediate da traduttori poco attenti.
Voglio immaginare che ad accoglierti sia giunto Death, il tuo personaggio a mio parere meglio riuscito, quello che, nonostante il suo ruolo di Triste Mietitore, si è rivelato essere più umano di tante persone che vedo aggirarsi in questa realtà.
Sai, lassù troverai un altro tizio davvero bravo con le parole, si chiama Valerio. Lui ha scritto per la musica, parla bene inglese: sono certa che vi capirete al volo e troverete molti punti in comune. Come il fatto di averci lasciati tutti più soli e di farmi stare davanti a questa tastiera a piangere e cercare di scriverti.
Ciao Sir Terry Pratchett per avermi insegnato tanto, per avermi fatta ridere tanto, per avermi fatta riflettere tanto.


Sir Terry Pratchett

Announcement: Sir Terry Pratchett

It is with immeasurable sadness that we announce that author Sir Terry Pratchett has died at the age of 66.
Larry Finlay, MD at Transworld Publishers:
"I was deeply saddened to learn that Sir Terry Pratchett has died. The world has lost one of its brightest, sharpest minds.
In over 70 books, Terry enriched the planet like few before him. As all who read him know, Discworld was his vehicle to satirize this world: he did so brilliantly, with great skill, enormous humour and constant invention.
Terry faced his Alzheimer's disease (an 'embuggerance', as he called it) publicly and bravely. Over the last few years, it was his writing that sustained him. His legacy will endure for decades to come.
My sympathies go out to Terry's wife Lyn, their daughter Rhianna, to his close friend Rob Wilkins, and to all closest to him."
Terry passed away in his home, with his cat sleeping on his bed surrounded by his family on 12th March 2015. Diagnosed with PCA [1] in 2007, he battled the progressive disease with his trademark determination and creativity, and continued to write. He completed his last book, a new Discworld novel, in the summer of 2014, before succumbing to the final stages of the disease.
We ask that the family are left undisturbed at this distressing time.
A Just Giving page donating to the Research Institute for the Care of Older People (RICE) has been set up in his memory: www.justgiving.com/Terry-Pratchett

                                                                                               
[1] Posterior cortical atrophy (PCA) is a progressive degenerative condition involving the loss and dysfunction of brain cells, particularly at the back (posterior) of the brain. alzheimers.org.uk