"Vivi che la vita è una aggrappati al cuore non fermarti mai non hanno prezzo i sogni che hai, non darli via". Pooh

martedì 11 dicembre 2007

Una brutta notizia

Una brutta notizia è giunta a scuotere e preoccupare il vasto popolo di fan di Pratchett: come annunciato sul sito di Paul Kidby, allo scrittore è stata diagnosticata una rara e precoce forma di morbo di Alzheimer. Ecco la traduzione:

Gente,
avrei voluto mantenere il silenzio per qualche tempo, ma a causa dell'approssimarsi delle convention e naturalmente per la necessità di mantenere informati i miei editori, mi sembra ingiusto trattenere le notizie. Mi è stata diagnosticata una rara e precoce forma di morbo di Alzheimer, responsabile dell'ictus fantasma di quest'anno.
Quaggiù la stiamo prendendo abbastanza filosoficamente e con un moderato ottimismo. Per ora sta continuando il lavoro per il completamento di Nation e sono già state gettate le note di base per Unseen Academicals. E' lo stesso per tutte le altre cose, mi aspetto di adempiere alla maggior parte degli attuali e, per quanto possibile, futuri impegni ma ne discuterò con i vari organizzatori. Francamente, preferirei che le persone prendessero le cose con allegria, perché penso che ci sia tempo ancora per almeno alcuni libri. :o)

PS Vorrei solo attirare l'attenzione di ciascuno abbia letto più sopra che questo deve essere interpretato come "Non sono morto". Sarò, naturalmente, morto in qualche punto del futuro, come chiunque altro. Per me, forse più in là di quanto pensiamo - è troppo presto da dire.
So che è molto umano dire "C'è qualcosa che posso fare", ma in questo caso vorrei ricevere offerte solo da importanti esperti di chimica cerebrale.

Fonte della notizia: http://www.paulkidby.com/news/index.html

mercoledì 21 novembre 2007

Terry Pratchett

Terry Pratchett ed il suo caratteristico cappello
Ho sempre ritenuto sia una bella iniziativa da parte degli autori di libri quella di incontrare i loro lettori e rendersi disponibili a parlare di loro stessi e rispondere alle domande del pubblico. Saputo della venuta in Italia di Pratchett non ho potuto fare a meno di organizzarmi per andare ad ascoltarlo a Bologna.
Affidato il pupo a nonna e bisnonna, salita sul treno locale e dopo aver pazientato per l'ora che durava il viaggio, giunta in stazione a Bologna ho raggiunto la biblioteca comunale.
Nella piccola (troppo piccola) saletta messa a disposizione si è alzato un forte brusio quando da una vetrata è spuntata la punta del cappello che Pratchett è solito indossare. Finalmente l'ospite era arrivato!
Purtroppo non ho potuto porre una mia domanda a causa della prolissità delle due presentazioni fatte dai parrucconi di turno (chi ha letto i suoi libri sa cosa intendo dire se affermo che sembrava di stare alla Unseen University...), tanto prolisse che Pratchett di "nascosto" ad un certo punto ha cominciato a fare gesti eloquenti a commento. Ma loro niente, hanno continuato a leggere i loro papiri (pagine e pagine di dissertazioni!).
Argomento dell'incontro è stata la pubblicazione in lingua italiana di "Stelle Cadenti" ("Moving Pictures", del 1990), il 10° libro della sua ampia produzione letteraria. Ha ammesso di sentirsi sempre in un certo senso "sfasato" quando si reca all'estero a presentare i suoi romanzi perché, mentre l'ultima sua fatica è attualmente "Making Money", nelle altre nazioni si ritrova a dover parlare di racconti scritti anni prima.
In questo periodo sta lavorando al romanzo "Nations".
Pratchett ha parlato molto ed ha scherzato sulla trombosi che lo ha colpito qualche mese fa. Ha pure raccontato di quando un fan gli ha regalato una torta (a sua insaputa) "condita" con mariuana e di come lo stato euforico che ne è seguito lo abbia portato a fare il pieno all'auto con carburante diesel piuttosto che benzina. Ha commentato il fatto che negli anni '60 c'erano feste in cui i partecipanti erano talmente... poveri che si passavano l'un l'altro la medesima sigaretta... Pratchett ha concluso la dissertazione dicendo che le droghe non gli piacciono perché rendono la gente hippy.
Dopo aver considerato che i fan sono i critici più accaniti, Pratchett ha raccontato all'auditorio della recente operazione al cuore e dell'ictus che lo ha colpito. Come è suo modo di fare ha sdrammatizato l'intera faccenda descrivendo alcune conseguenze curiose derivate da tale esperienza: ad esempio non riesce a farsi il nodo alla cravatta, ma ha commentato che basterà che si faccia crescere di più la barba. Ha problemi con la memoria a breve termine, ma ricorda tutti i gingles pubblicitari degli anni '60/'70.
Pratchett non esegue ricerche specifiche per i suoi romanzi. Legge i libri che lo incuriosiscono o che sembrano interessanti e da essi trae spunti che poi inserirà nella trama. La sua esperienza come giornalista lo aiuta.
Considera i suoi libri come film e mentre li scrive, mentalmente li vede come tali. "Moving Pictures" era nella sua testa come un film ed è stato facile scriverlo. Ha commentato che i falegnami erano davvero pagati più degli attori.
Pratchett non realizza delle bozze preparatorie per i suoi romanzi, bensì inventa man mano che scrive il libro: si lascia andare, ma mantiene il controllo dell'andamento della storia.
Nella stesura di "L'intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi" ("The Wee Free Men", 2003) lo scrittore ha fatto ricorso ad un ricordo legato all'infanzia: da bambino per andare a scuola passava presso un deposito di gesso. Ed è quella l'albientazione che ha utilizzato nel romanzo. Tiffany in gaelico suona come Tifana e significa sia "via con le fate" che "terra sotto l'onda".
Nei suoi libri capita che compaiano dei neologismi, delle parole create da lui stesso che utilizza per conferire l'effetto sonoro che vuole creare. Un esempio compare in "Interesting times".
Pratchett per scrivere ha scelto il fantasy perché lo considera il genere "cacca di cavallo" e "bicchiere di vino". La spiegazione è questa: se in un secchio di cacca di cavallo si versa un bicchiere di vino, si ha cacca di cavallo. Se si versa della cacca di cavallo in un bicchiere di vino si continua ad avere cacca di cavallo. Se dovesse scrivere un romanzo ambientato a Dodge City con saloon, cavalli, insomma con tutto ciò che è tipico di un'ambientazione western, basterebbe inserire un pidocchioso drago e diventerebbe irrimediabilmente un racconto fantasy.
Molti suoi libri non sono solo fantasy. Preferisce definirli "realismo magico", fantasy in giacca e cravatta.
Ama scrivere fantasy perché così ha a disposizione tutta la tavolozza dei colori, ma anche toni extra come l'oro e l'argento.
Pratchett ha affermato che scriverà fino alla sua morte. Vorrebbe cadere morto dopo aver scritto la frase "The end" del suo ultimo libro.
In Inghilterra una città è gemellata con Ankh-Morpork: si tratta di Wincanton, nel Somerset.
Metre mi autografa il primo suo libro che ho letto ("Il piccolo popolo dei grandi magazzini", quanti ricordi!) gli ho chiesto di straforo se ci sono speranze per un film. Lui ha risposto "Always talks about". Niente speranze per ora, purtroppo.
Viviana, sicuramente una fan di Tiffany
Viviana, sicuramente una fan di Tiffany

giovedì 1 novembre 2007

lunedì 15 ottobre 2007

Un po' giu'...

Ammetto che ci avevo sperato. Lo desideravo con tutte le mie forze che questi lunghi mesi di anticoagulanti, punture nella pancia, calze elastiche e kit per l'automedicazione sempre a portata di mano fossero finiti. Ma l'ecografia di oggi ha rivelato che il coagulo e' ancora presente ed ostruisce in parte la vena in cui si e' depositato.
La cardiologa non e' stata molto incoraggiante: dovro' indossare vita natural durante la stramaledetta calza comprimente che ricopre interamente la gamba destra, una volta terminato con il Coumadin dovro' riprendere con le iniezioni di eparina in pancia, seguira' una indagine al Sant'Orsola di Bologna per investigare eventuali tare genetiche e probabilmente Alessandro sara' il mio primo ed ultimo marmocchietto.
Insomma, ho fatto il pieno di buone notizie.

lunedì 23 aprile 2007

Occhiali


Forse l'espressione non è da truce maschio latino, ma gli occhiali gli stanno proprio bene!

lunedì 2 aprile 2007

Quando non è il momento...

E' quasi trascorso un mese dalla nascita di Alessandro ed ancora non mi capacito che ciò sia potuto accadere. E' ancora vivido il ricordo di quanto accaduto il 7 febbraio: l'induzione del parto, la rottura delle acque, le contrazioni ed il travaglio accompagnati da tremendi crampi alle gambe.
Il personale medico dell'ospedale di Bentivoglio è stato formidabile: non sono mai stata sola ed ognuna delle tre ostetriche (due donne ed un uomo)che si sono avvicendate a partire dalla rottura delle acque sono state premurose e gentili nonostante il mio lamentarmi riguardo l'analgesia epidurale non più praticabile causa la dilatazione raggiunta.
Che faticata! Le contrazioni, lo spingere nonostante le gambe che tremavano, il resistere al dolore ed avere voglia di trovarsi da tutt'altra parte hanno reso le 8 ore di travaglio estremamente lunghe. Per poi regalare la soddisfazione di reggere tra le braccia un fagottino subito tranquillo dopo un singolo vagito. Le mani ed i piedi perfetti, gli occhietti gonfi a causa del transito nel canale del parto, la pelle morbida ed i capelli biondi. Non mi sembrava vero che tutto fosse finito, che lui fosse lì con me ed il padre, che fosse così bello e perfetto, che lo avessi fatto tutto io.
Il pomeriggio successivo sono passati a trovami i colleghi dell'ufficio. Sono stati un po' dei re Magi, considerata la quantità di doni che mi hanno portato. Mi ha lasciato però perplessa la presenza di un cotechino...

Il lavaggio dei chiappini non sembra essere gran che piacevole...
La gioia dell'arrivo di Alessandro è stata però adombrata subito la domenica. Al mattino mi sono ritrovata a zoppicare per casa con il polpaccio destro dolorante e rigido. Ho pensato si trattasse di un accumulo di acido lattico conseguente al parto, ma nonostante ghiaccio e pomata la situazione non è migliorata. Non mi dilungherò a raccontare della mancata visita presso un pronto soccorso perché classificata codice bianco, dell'errata diagnosi presso il pronto soccorso di un altro ospedale. Mi sono dovuta recare presso un ambulatorio privato ed a pagamento sentirmi finalmente dire, martedì mattina, che si trattava di una flebite con trombosi venosa profonda, dovuta ad u coagulo di sangue formatosi durante il parto. E che in tutti quei giorni avevo rischiato di morire per embolia. Dopo una prima serie di iniezioni di eparina per fluidificare il sangue ed una calza elastica indossata 24 ore su 24, sono stata ricoverata all'ospedale di Bentivoglio per circa una settimana e la cura è stata intensificata mediante l'assunzione di Coumadin. Quindi niente allattamento, niente cibi che contegono vitamina K (un coagulante), una pastiglia al giorno e regolari esami del sangue per verificarne il livelo di coagulazione. A quanto pare non è ancora giunto il mio momento...

mercoledì 7 febbraio 2007

E' NATO!



E' nato Alessandro: 4 kg 240 gr di peso, 53 cm di altezza.
Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sospeso
Immobile
Fermo immagine
Un segno che non passa mai.

Vado punto e a capo vedrai
Quel che resta indietro
Non è tutto falso e inutile
Capirai
Lascio andare i giorni
Tra certezze e sbagli
E’ una strada stretta stretta
Fino a te

Quanta tenerezza
Non fa più paura

Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sei in ogni parte di me
Ti sento scendere
Fra respiro e battito

Sei nell’anima

Sei nell’anima
In questo spazio indifeso
Inizia
Tutto con te
Non ci serve un perchè
Siamo carne e fiato

Goccia a goccia, fianco a fianco
(Gianna Nannini)

mercoledì 10 gennaio 2007

Sono arrivate!

Mancano circa due settimane al "lancio" del pupo e stamane stavo facendo un po' di contabilità spicciola sui cambiamenti subiti in questi mesi. Dunque... il peso si aggira sui 100 kg rispetto ai 75 kg iniziali... le pere purtroppo hanno acquisito solo mezza misura (manco una terza posso sfoggiare!)... di smagliature nemmeno l'ombra...
OPS! Lo specchio purtroppo mi ha contraddetta e svelato la terribile verità: le smagliature sono arrivate! Sottili striature rossastre che corrono parllele alla linea nigra partendo dall'ombelico andando verso il basso... Ma no, quelle almeno potevano essermi risparmiate!
Quindi sono serviti ben poco mesi e mesi trascorsi dopo ogni doccia a spalmarmi l'apposita crema su cosce che sembrano tronchi d'albero, su chiappini delle dimensioni di panettoni, su fianchi ormai larghi quanto le spalle ed una pancia che sembra contenere un cocomero ed un paio di meloni?
Ci manca solo che debba subire anche l'episiostomia ed il quadro sarà completo...